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Alice in Wonderland (2010)

Postato da Elle - 6 marzo 2010 @ 16:55

alice_in_wonderland_poster_piccAvevamo lasciato l'Alice della Disney appena risvegliata dal sogno del Paese delle Meraviglie. L'Alice della Disney era poco più che bambina, ma nel suo sogno faceva vedere una delirante logica per piccini, ma soprattutto per grandi. Personaggi meravigliosamente geniali nella loro logica diverbiale e nella poesia di un mondo sorprendente.

Sebbene l'Alice della Disney era una trasposizione poco fedele al libro di Carroll, ne conservava lo spirito giocoso dell'uso di logica ferrea, regole linguistiche stravolte, parodie e personaggi deliranti, dando al mondo visto da Alice una maturità intrinseca che da fiaba per bambini lo trasformava in un opera matura.

Proprio in questo fallisce Tim Burton.

Alice (Mia Wasikowska) ora è una ventenne, ricorda poco del suo primo viaggio nel paese delle meraviglie e pensa che sia stato solamente un sogno. Partecipando a un vittoriano e noioso party, scopre di essere al centro dell'attenzione come promessa sposa di un giovane nobile dall'aspetto e dal comportamente risibile. Scappando dalla responsabilità di prendere una decisione si troverà a rincorrere un coniglio bianco in una buca sotto un albero, attraversando così il varco del paese delle meraviglie.

Alice-in-Wonderland-piccDopo un inizio promettente, è proprio il Paese delle Meraviglie ad essere tutto fuorché meraviglioso. I personaggi incontrati non hanno nulla di meraviglioso, hanno un comportamente normalissimo e a parte l'aspetto, seguono una logica del tutto comprensibile, il Cappellaio Matto (Johnny Depp) non è matto, lo Stregatto è noioso, il Brucaliffo è inutile. In questa versione fanno tutti parte di una sorta di carboneria contro la Regina di Cuori (con il suo esercito di carte), interpretata da Helena Bonham Carter, dura regnante del Paese. A contestarne il trono c'è la buona Regina Bianca (con il suo esercito di Scacchi) interpretata da Anne Hathaway.

La trama risulta del tutto lineare, addirittura la battaglia finale (avete capito bene, "battaglia finale", nemmeno fosse il Signore degli Anelli) con il drago risulta prevedibile nonché fuori da ogni prospettiva di ribaltare il noioso proseguire della storia. Non ci sono dialoghi brillanti, non c'è alcuna poesia, non c'è nemmeno una figura retorica inserita casualmente. I personaggi sono un vago ricordo di quello che erano stati. Il finale tra l'altro, sembra inserito solamente per far finire il prima possibile il film.

I problemi del film sono tanti, la sceneggiatura è manchevole, la regia di Burton cala d'intensità con l'avanzare di Alice nel Paese della Prevedibilità, perfino il 3d risulta inutile, e dopo i dubbi che avevo espresso su Avatar (se quello era un buon 3D qui dobbiamo parlare di disfatta clamorosa) penso sempre di più che sia una tecnologia utilizzabile e godibile da quei pochi che pensano di vedere in 3d nella vita reale.

Alice-in-Wonderland-Johnny-Depp-Cappellaio-MattoNota a margine per il trucco e la fotografia: perfetta, i personaggi sono "disegnati" benissimo. Il fascinoso Depp/Cappellaio svetta su tutti, peccato che si tratti di un Cappellaio Savio.

Forse la mia è una stroncatura basata sul confronto con il capitolo animato della Disney, ma la mia delusione su quello che poteva essere e invece non stato è tanta. Ci voleva molto poco per fare un bel film, e invece Burton sembra un regista a cui sia stata affidata una sceneggiatura poco brillante senza aver la possibilità di poterla modificare per renderla quantomeno godibile. Ne esce un film che ci scorderemo, volentieri, presto.

Voto 4,5.

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