È tanto che non scrivo, sono accadute parecchie cose durante la mia assenza, ma molte di queste non ho voglia di raccontarle, troppo tristi o troppo noiose da leggere, quindi ve le risparmio.
L’estate non ho potuto passarla in maniera rilassante per problemi in famiglia che proseguono e non ho voglia di raccontarle.
L’università è ferma da un anno, non ho fatto nemmeno un esame, e di questo non ho nulla da raccontarvi.

Però ho iniziato a lavorare, un lavoro che mi soddisfa, finalmente programmo e vengo addirittura pagato per farlo. Da bravo geek non riesco a smettere di pensare alla programmazione quando torno a casa, soprattutto perché quando sono a casa non vorrei esserci. Le cose buone del lavoro sono che sto conoscendo finalmente qualcuno che programma invece di saper solo dire di saperlo fare (ogni riferimento ai professori e agli studenti del corso di laurea in informatica della sapienza è puramente casuale), e mi sembra che il team in cui sono capitato funzioni bene, quindi mi aspetto molto da questo.
Il lato negativo è che ancora non ho trovato il ritmo per svegliarmi presto e tornare a casa senza sentirmi stanco (e anche dopo il pisolino non riesco a svegliarmi del tutto), complice anche l’arrivo dell’autunno che mi rattrista l’umore già scarso di suo. Mi sono svegliato a mezzoggiorno per quattro anni, cambiare completamente il ritmo non è cosa da poco.

Promettendovi che tornerò, se destino mi darà pace nei dispiaceri che mi sono tutto attorno, a scrivere più spesso, vi auguro un buon inizio anno, scolastico, universitario o lavorativo che sia.