ElleBlog Per conquistare il mondo chiedere di Elle

12gen/121

Sam Crow

Certo che non poter curiosare sugli attori di una serie tv su internet per non scoprire se sarà il prossimo a morire è snervante.

Devo assolutamente mettermi in pari con le uscite usa di Sons Of Anarchy!

Subito dopo fonderò un club di duri motociclisti criminali ma dall'animo buono (ovviamente è tutto molto realistico).

9gen/120

Dipendenza da EMail

Credo di avere una dipendenza da email.

Non perché ne mando tante, in realtà non ne mando praticamente mai, quanto perché mi organizzo gli account in relazione all'utilizzo che dovrei farne. Soprattutto perché oggigiorno gli indirizzi email non servono praticamente più a comunicare, bensì per le varie registrazioni a siti, applicazioni e vari.

Al momento mi ritrovo:
- Una email aziendale, assegnata in formano nome.cognome@azienda, che uso solo a lavoro.
- Una email personale ufficiale, col nome e cognome in formato semplice da ricordare, che uso per comunicazioni professionali.
- Una email per msn (che usavo anni fa anche per le mailing list dell'università).
- Una email per facebook e per gli account in forum in cui ho un certo nick.
- Una email solo per lo spam, ovvero tutti quei siti in cui bisogna registrarsi per partecipare a concorsi di merendine, yogurt, ecc, del tipo nickvecchio.spam chiocciola gmail.
- Una email per le registrazioni a forum che mi devo ricordare user e password ma che non sono importanti e in cui non scrivo (come noti forum in cui ci sono i link per "testare" i film, i forum per i sottotitoli, i forum per la musica ecc)
- Una email per le comunicazioni e le richieste per il mondo reale (ad esempio per chiedere a un negozio di elettronica dall'altra parte di Roma se hanno un componente che mi serve senza farmi 20 chilometri. Questa email non ha nome cognome ma non deve sembrare una mail di spam (altrimenti la cestinerebbero senza vederla).
- Una email che mi hanno dato comprando il dominio di questo sito
- Una email per le registrazioni a siti di scommesse online o poker online
- Poi ho una email centrale di google in cui importo la maggior parte dei precedenti, come account centralizzato in cui tengo d'occhio tutto quello che mi serve giornalmente
Queste sono le mail che attualmente ho attive.

Ne ho anche altre:
- due o tre di gmail mi sono scadute (un account viene dismesso dopo un anno di inattività) che servivano a... non ricordo!
- almeno tre sono sicuro di averle ma non ricordo la password. Ma in effetti non ricordo a cos'erano utili.
- una mi è stata assegnata aprendo il conto alla posta (che forse ora mi hanno chiuso, ma non l'ho mai usato)

Altri account probabilmente non ricordo nemmeno di averli aperti. Ma in effetti ho iniziato ad avere il cattivo vizio di farmi un account per ogni cosa. Addirittura molto spesso sono tentato di aprirne uno diverso per ogni nick (il problema è che ogni due o tre anni il mio nick mi annoia e lo cambio).
Devo trovare un modo per eliminarne qualcuno, probabilmente mi si alleggerirebbe anche la porzione di cervello dedicata alla memoria delle password (che ovviamente non scrivo da nessuna parte perché poi ho sempre paura che qualcuno mi entri negli account).

7gen/120

Letture 2011

  • Delitto e CastigoLa Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale
  • L'Eleganza del Riccio - Muriel Barbery
  • Peggio che Morto - Rex Stout
  • Di là dal Fiume e tra gli Alberi - Ernest Hemingway
  • Il Laureato - Charles Webb
  • Nient'Altro che la Verità - Rex Stout
  • Il Comunista che Mangiava i Bambini - David Grieco
  • La Grande Fuga dell'Ottobre Rosso - Tom Clancy
  • La Danza del Gabbiano - Andrea Camilleri
  • Ristorante al Termine dell'Universo - Douglas Adams
  • Delitto e Castigo - Fëdor Dostoevskij
  • Il Silenzio degli Innocenti - Thomas Harris
  • Hannibal - Thomas Harris
  • Cell - Stephen King
  • La Forma dell'Acqua - Andrea Camilleri
  • Nel Segno della Pecora - Haruki Murakami
  • In Fondo alla Palude - Joe R. Lansdale
  • I Confratelli - John Grisham
  • La Vita, l'Universo e Tutto Quanto - Douglas Adams
  • I Segreti di Londra - Corrado Augias

Quest'anno ho aggiunto un piccolo commento per ogni libro.

4gen/121

La prima potatura

La tristezza è quando allo specchio, alzando gli occhi, si nota come la genetica sia più forte di qualsiasi lozione fermatempo.
I capelli ci sono, certo, ma ci sono e non ci sono. Grosse radure rosa si estendono da ogni parte del capo, facendomi sembrare vecchio, stanco, e soprattutto mi fanno sembrare troppo intelligente.
Si sa che chi pensa molto scalda troppo il cervello e a risentirne sono i bulbi piliferi. Lo dice la scienza!
Non a caso i più grandi scienziati sono calvi (Einstein, detto il capellone, usava chiaramente farsi trapiantare i capelli da una capra riccia delle ande).
E così armato di odio verso l'umanità intera, e dei geni che da entrambe le famiglie non mi davano speranze di mantenere la mia chioma da virile uomo copertina dei peggiori Harmony da due euro, mi accingevo a caricare la macchinetta per darmi una bella potatura.

E così settai la macchinetta a 1 millemetro.
E l'avvicinai alla testa.
E poi l'allontanai.
Due millimetri è meglio, in fondo non sono ancora calvo.
E l'avvicinai alla testa.
E poi l'allontanai.
Mi chiesi perché avrei dovuto farlo, proprio in quel momento. Avrei potuto rimandare a dopo il 2012, sperando che le profezie di Voyager si avvereranno.
Poi mi guardai allo specchio, vidi un giovanotto con i capelli da vecchio, che sembrava uscito da un party del millesettecento.
Accesi la macchinetta.
L'avvicinai alla testa.
La poggiai alla testa.
La mossi con un deciso movimento verso l'alto.
Addio, mondo crudele.
Il primo ciuffo cadde verso il basso.
 

Fu un lavoro estenuante, talmente estenuante che in effetti avevo parecchi capelli da tagliare. La macchinetta alla fine era agonizzante e scarica.
Al principio sembrai un uomo sotto chemio, in effetti avere i capelli cortissimi all'improvviso sembra più una malattia che la liberazione dalla satanica stempiatura.
Poi, piano piano, mi abituai al mio nuovo aspetto da testarosa, in effetti mi piaceva, potevo addirittura dire che dopo tanto tempo mi sentivo piuttosto libero.
Finalmente non mi fissavo a guardare l'attaccatura dei capelli che piano piano andava sempre più in alto. Adesso i capelli non c'erano praticamente più.
Mia madre probabilmente mi ha considerato (anche lei finché non si è abituata) un criminale, o ancora peggio, un giovane. Le sue parole: "Ma Luca, solo i giovani si fanno i capelli così".
Non capisco cosa voglia intendere, ma credo che il sottinteso sia molto peggio di quello ad una prima analisi possa sembrare.

Almeno, affronterò la fine della mia giovinezza con un taglio alla moda.