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24mag/100

Robin Hood (2010)

RobinHood_PosterRidley Scott torna a dirigere un film in costume col suo attore preferito Russell Crowe.  Il risultato è soddisfacente solo in parte, forse proprio per una costante voglia di ritornare all'epica de "Il Gladiatore" forzando troppo la mano sui punti sbagliati di un film che nonostante errori marchiani, intrattiene e diverte.

Robin Longstride è un arcere che dopo aver combattuto la crociata di Re Riccardo, si ritrova a dover tornare in patria dopo aver assistito alla caduta del Re per mano dei Francesi. Preso il posto di Sir Robert Loxley per riuscire a tornare in Inghilterra sfuggendo ai francesi, si troverà immischiato in un gioco al potere del Principe Giovanni (incoronato Re) e i Baroni dell'Inghilterra feudale che vessati e martoriati dalla guerra, devono difendersi sia dai francesi che preparano l'invasione, sia dall'incompetenza del nuovo Re che li porterà al limite della guerra interna.

RobinHood_3Storicamente il film è ineccepibile, i personaggi veramente esistiti si incastrano in una trama politica, ovviamente romanzata, non troppo dissimile da quello che successe alla fine del XII secolo in europa: la morte di Re Riccardo in terra francese, la sfida di Filippo II all'Inghilterra, la lotta interna tra la fazione del cancelliere Guglielmo e i Baroni contro Giovanni.

In tutto questo la figura di Robin Longstride trova un senso diverso dalla solita figura narrata (talvolta abusata) in centinaia di apparizioni letteraria e cinematografiche. Scott cerca di raccontare i fatti antecedenti le scorribande da principe dei fuorilegge, quando ancora il nome Robin Hood non era stato pronunciato. La prima parte del film è certamente ottima e sorprende per l'incastro della difficile figura di Robin Hood con il mondo e i numerosi personaggi che ne prendono parte. Non è male, anche se un pelo troppo pretenziosa, la sottotrama con Lady Marian e lo scambio di identità.

E' dopo questo inizio però che il film trova i maggiori intoppi. Robin Hood sembra trascinato dagli eventi senza avere una personalità del tutto forgiata, come se fosse credibile che un Robin Hood di quarantasei anni (tanti ne ha, e purtroppo ne dimostra, Russell Crowe) sia ancora un ragazzo che non sa nulla della vita e che si chiede ancora perché il padre lo abbia abbandonato in tenera età. Questa crescita spirituale di Robin tra l'altro viaggia a salti non continui, in un azione vedremo Crowe piangere sulla propria orma di quando era bambino e nella scena dopo sembrare un vecchio nobile inneggiare la folla per l'Inghilterra e per il regno.

RobinHood

A questo ci si aggiunga la mai espressa storia dei personaggi secondari, Little John è per lo più una comparsa dalla faccia dura, lo sceriffo di Nottingham un idiota senza ruolo. L'apoteosi della narrazione si ha nella battaglia finale, infilata nella storia solamente per ricordarsi che "Il Gladiatore" era un film riuscito e questo meno, intrattiene sicuramente, ma vedere Lady Marian in armatura combattere contro i francesi è risibile e arrogantemente fuoriluogo.

Se accettiamo l'ipotesi di vedere un Robin Hood fuori dagli schemi (tra l'altro un arcere che in due ore di film lancia al massimo una decina di frecce la dice lunga) e azzeriamo la nostra voglia di vedere una trama lineare per tutta la sua durata, allora il film convince come storia cavalleresca di un tempo affascinante e politicamente movimentato (nota di merito per le ricostruzioni ambientali e dei costumi storici). Dall'altra, se cerchiamo un Robin Hood che sappia darci la soddisfazione fanciullesca di essere un antieroe con l'anima dura ma giusta, dovremo aspettare la prossima versione della leggenda.

Voto 6.5