Sam Crow
Certo che non poter curiosare sugli attori di una serie tv su internet per non scoprire se sarà il prossimo a morire è snervante.
Devo assolutamente mettermi in pari con le uscite usa di Sons Of Anarchy!
Subito dopo fonderò un club di duri motociclisti criminali ma dall'animo buono (ovviamente è tutto molto realistico).
Dipendenza da EMail
Credo di avere una dipendenza da email.
Non perché ne mando tante, in realtà non ne mando praticamente mai, quanto perché mi organizzo gli account in relazione all'utilizzo che dovrei farne. Soprattutto perché oggigiorno gli indirizzi email non servono praticamente più a comunicare, bensì per le varie registrazioni a siti, applicazioni e vari.
Al momento mi ritrovo:
- Una email aziendale, assegnata in formano nome.cognome@azienda, che uso solo a lavoro.
- Una email personale ufficiale, col nome e cognome in formato semplice da ricordare, che uso per comunicazioni professionali.
- Una email per msn (che usavo anni fa anche per le mailing list dell'università).
- Una email per facebook e per gli account in forum in cui ho un certo nick.
- Una email solo per lo spam, ovvero tutti quei siti in cui bisogna registrarsi per partecipare a concorsi di merendine, yogurt, ecc, del tipo nickvecchio.spam chiocciola gmail.
- Una email per le registrazioni a forum che mi devo ricordare user e password ma che non sono importanti e in cui non scrivo (come noti forum in cui ci sono i link per "testare" i film, i forum per i sottotitoli, i forum per la musica ecc)
- Una email per le comunicazioni e le richieste per il mondo reale (ad esempio per chiedere a un negozio di elettronica dall'altra parte di Roma se hanno un componente che mi serve senza farmi 20 chilometri. Questa email non ha nome cognome ma non deve sembrare una mail di spam (altrimenti la cestinerebbero senza vederla).
- Una email che mi hanno dato comprando il dominio di questo sito
- Una email per le registrazioni a siti di scommesse online o poker online
- Poi ho una email centrale di google in cui importo la maggior parte dei precedenti, come account centralizzato in cui tengo d'occhio tutto quello che mi serve giornalmente
Queste sono le mail che attualmente ho attive.
Ne ho anche altre:
- due o tre di gmail mi sono scadute (un account viene dismesso dopo un anno di inattività) che servivano a... non ricordo!
- almeno tre sono sicuro di averle ma non ricordo la password. Ma in effetti non ricordo a cos'erano utili.
- una mi è stata assegnata aprendo il conto alla posta (che forse ora mi hanno chiuso, ma non l'ho mai usato)
Altri account probabilmente non ricordo nemmeno di averli aperti. Ma in effetti ho iniziato ad avere il cattivo vizio di farmi un account per ogni cosa. Addirittura molto spesso sono tentato di aprirne uno diverso per ogni nick (il problema è che ogni due o tre anni il mio nick mi annoia e lo cambio).
Devo trovare un modo per eliminarne qualcuno, probabilmente mi si alleggerirebbe anche la porzione di cervello dedicata alla memoria delle password (che ovviamente non scrivo da nessuna parte perché poi ho sempre paura che qualcuno mi entri negli account).
Letture 2011
La Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale- L'Eleganza del Riccio - Muriel Barbery
- Peggio che Morto - Rex Stout
- Di là dal Fiume e tra gli Alberi - Ernest Hemingway
- Il Laureato - Charles Webb
- Nient'Altro che la Verità - Rex Stout
- Il Comunista che Mangiava i Bambini - David Grieco
- La Grande Fuga dell'Ottobre Rosso - Tom Clancy
- La Danza del Gabbiano - Andrea Camilleri
- Ristorante al Termine dell'Universo - Douglas Adams
- Delitto e Castigo - Fëdor Dostoevskij
- Il Silenzio degli Innocenti - Thomas Harris
- Hannibal - Thomas Harris
- Cell - Stephen King
- La Forma dell'Acqua - Andrea Camilleri
- Nel Segno della Pecora - Haruki Murakami
- In Fondo alla Palude - Joe R. Lansdale
- I Confratelli - John Grisham
- La Vita, l'Universo e Tutto Quanto - Douglas Adams
- I Segreti di Londra - Corrado Augias
Quest'anno ho aggiunto un piccolo commento per ogni libro.
La prima potatura
La tristezza è quando allo specchio, alzando gli occhi, si nota come la genetica sia più forte di qualsiasi lozione fermatempo.
I capelli ci sono, certo, ma ci sono e non ci sono. Grosse radure rosa si estendono da ogni parte del capo, facendomi sembrare vecchio, stanco, e soprattutto mi fanno sembrare troppo intelligente.
Si sa che chi pensa molto scalda troppo il cervello e a risentirne sono i bulbi piliferi. Lo dice la scienza!
Non a caso i più grandi scienziati sono calvi (Einstein, detto il capellone, usava chiaramente farsi trapiantare i capelli da una capra riccia delle ande).
E così armato di odio verso l'umanità intera, e dei geni che da entrambe le famiglie non mi davano speranze di mantenere la mia chioma da virile uomo copertina dei peggiori Harmony da due euro, mi accingevo a caricare la macchinetta per darmi una bella potatura.
E così settai la macchinetta a 1 millemetro.
E l'avvicinai alla testa.
E poi l'allontanai.
Due millimetri è meglio, in fondo non sono ancora calvo.
E l'avvicinai alla testa.
E poi l'allontanai.
Mi chiesi perché avrei dovuto farlo, proprio in quel momento. Avrei potuto rimandare a dopo il 2012, sperando che le profezie di Voyager si avvereranno.
Poi mi guardai allo specchio, vidi un giovanotto con i capelli da vecchio, che sembrava uscito da un party del millesettecento.
Accesi la macchinetta.
L'avvicinai alla testa.
La poggiai alla testa.
La mossi con un deciso movimento verso l'alto.
Addio, mondo crudele.
Il primo ciuffo cadde verso il basso.
Fu un lavoro estenuante, talmente estenuante che in effetti avevo parecchi capelli da tagliare. La macchinetta alla fine era agonizzante e scarica.
Al principio sembrai un uomo sotto chemio, in effetti avere i capelli cortissimi all'improvviso sembra più una malattia che la liberazione dalla satanica stempiatura.
Poi, piano piano, mi abituai al mio nuovo aspetto da testarosa, in effetti mi piaceva, potevo addirittura dire che dopo tanto tempo mi sentivo piuttosto libero.
Finalmente non mi fissavo a guardare l'attaccatura dei capelli che piano piano andava sempre più in alto. Adesso i capelli non c'erano praticamente più.
Mia madre probabilmente mi ha considerato (anche lei finché non si è abituata) un criminale, o ancora peggio, un giovane. Le sue parole: "Ma Luca, solo i giovani si fanno i capelli così".
Non capisco cosa voglia intendere, ma credo che il sottinteso sia molto peggio di quello ad una prima analisi possa sembrare.
Almeno, affronterò la fine della mia giovinezza con un taglio alla moda.
Official Trailer – The Hobbit
Peter Jackson dovrebbe fare solo questo tipo di film. Manca ancora un anno all'uscita. Mi chiedo però perché abbiano diviso il libro in due parti, non ricordo fosse così complesso (e così lungo). In un unico film di tre ore potevano farci entrare tutto. Vedremo.
Chiudere il conto BancoPosta – L’impresa
Sapete quelle frasi che avete sempre sognato di dire, quella tipo "c'è un dottore a bordo?" oppure "Luke, io sono tuo padre?" o simili?
Certo la frase "chiamerò i Carabinieri" urlato in un ufficio postale non è proprio il massimo, però ce l'ho fatta.
Succede che dopo qualche anno di conto Bancoposta decido con la sorella di chiuderlo e trasferirmi altrove, gli interessi del conto postale erano ridotti a zero e nonostante il periodo di crisi esiste ancora qualche banca (fisica, non online) che propone buone offerte. Così senza indugio apro il conto (perdonatemi se non scrivo il nome della banca dove sono andato perché non voglio fare pubblicità alla Barclays) altrove e fiducioso della legge Bersani sull'azzeramento dei costi di chiusura conto e su tutte le leggi che proteggono il consumatore dalla vessazione bancaria, cerco di capire come chiudere il conto alla posta.
Telefono quindi al mio ufficio postale e chiedo un appuntamento all'ufficio finanziario per chiudere il conto. La donna che mi risponde, in un tono acidulo da dipendente-crocchetta-schiava-presuntuosa mi dice con arroganza statale che per quest'anno i conti non si potevano più chiudere (parlo di inizio dicembre 2011) e che l'appuntamento per la chiusura sarebbe stato per Gennaio. Inoltre mi dice che dal giorno in cui firmerò la chiusura del conto, la posta si prende due mesi effettivi per chiudere la contabilità e liquidare il saldo (da contratto sarebbero 20 giorni lavorativi, circa un mese).
Al che decido con la sorella di andare direttamente all'ufficio postale e obbligarli a farci chiudere il conto.
Troviamo probabilmente la stessa donna-acida-odiosa (o un'altra tanto la gente odiosa ha sempre lo stesso aspetto e la stessa voce) che ci ripete la pappardella dell'impossibilità di chiudere un conto al momento e di tornare a Gennaio, adducendo come scusa anche un fantomatico blocco del sistema.
Iniziamo una discussione fatta di: "mi firmi un documento in cui lei dichiara che ad oggi io non posso chiudere il conto" con risposte tipo: "io schiava, io dipendente, io non può decidere, io chiedere". Esce, quasi scappando, e si chiude dietro le quinte dell'ufficio postale. Dopo un attesa di una decina di minuti, torna dicendo (questa è bella): "Ho parlato con la direttrice che non c'è.". La direttrice che non c'è. Bellissima. "E non posso chiudervi il conto, dovete chiamare questo numero e parlare direttamente con lei domani mattina, vi fisserà lei un appuntamento."
Al che ovviamente non potevamo andarcene in quel modo, uscendo mi giro con fare da vecchio bacucco pazzo (come accade sempre nei film) e lancio la maledizione: "Se non ci da l'appuntamento a breve chiamerò i carabinieri!". Ovviamente tentando di farmi sentire da più persone possibili.
A dir la verità un anziano (i giovani alla posta non ci sono mai, deve essere una specie di legge sui "100 passatempi inutili quando siete in pensione" che gli anziani passano la mattinata alla posta) ci ha confidato, con tono cospiratorio senza farsi sentire da nessuno, che anch'egli stava per passare altrove.
Detto questo, nota a chiudere, il conto siamo riusciti a chiuderlo solo oggi (il 17 dicembre), e probabilmente mi verrà addebitato pure il bollo del 2012. Consiglio personale, scappate dalla Posta.
Il vestito del tennista freddoloso
Iniziano i primi freddi (per la verità ho freddo di mio dal 5 Settembre più o meno) e il tennis diventa un passatempo per soli uomini duri (quindi non capisco perché continuo a giocarlo).
Credo però di essere il primo giocatore di tennis che veste in questo modo:
- Scarpe da tennis
- Calzini da tennis
- Pantaloncini da tennis
(e fin qui tutto normale)
- Canottiera da vecchio attillata
- Altra canottiera da vecchio, leggermente meno attillata
- Maglietta da tennis classica
- Felpa di Harvard
- Scaldacollo
Ho provato a togliermi la felpa ma avevo troppo freddo, anche perché giochiamo accanto a un torrente agricolo largo due metri, che simpaticamente chiamo "Mississippi" perché mi ha già inghiottito una o due palle da tennis, il quale probabilmente causa una umidità che impedirebbe a qualsiasi boyscout di accendere un fuoco nelle vicinanze.
13 Euro
13 Euro.
E' il mio aumento netto dello stipendio mensile per anzianità.
Nemmeno 3 giorni di benzina.
Forse una pizza e una birra.
Sicuramente posso permettermi un libro tascabile in più al mese.
E qualcuno ha anche il coraggio di dirmi che non so godere dei miei soldi!
Pregiudizio su Grisham
Mi piace molto leggere, non leggo come vorrei ma tra libri e fumetti ho sempre tanta voglia di far emigrare il mio cervello altrove. Come ogni anno, nei primi giorni di Gennaio pubblicherò (sempre perché adopero il blog come mio diario) i libri letti durante i 12 mesi precedenti.
Le mie letture sono piuttosto commerciali e parecchio razziste. Ho un grosso pregiudizio coi romanzieri italiani, sarà che questo pregiudizio mi viene dal cinema e dalla televisione, ma anche gli scrittori italiani mi attirano poco se non con pochissime eccezioni (Camilleri, ad esempio). Invece per commerciale intendo semplicemente che non vado alla ricerca di scrittori non noti: credo che uno scrittore che non viene letto, potrebbe essermi troppo indigesto. Un libro che non digerisco mi rallenta nella lettura, tenendomi anche qualche settimana fermo con un po' di rigurgito letterario. Arrivo alla sera aprendo un libro che mi disgusta talmente privo di entusiasmo che al leggere preferisco fare qualsiasi altra cosa, se sono nel letto mi addormento subito. Purtroppo ho il vizio di odiare di più lasciare un libro a metà che finirlo nonostante lo reputi odioso.
Mi è capitato proprio in questi giorni di leggere "I Confratelli" di Grisham, comprato a 3 Euro in una libreria dell'usato, abbastanza sicuro della sua commercialità, che invece trovo talmente poco appassionante che sono bloccato al sesto capitolo. Probabilmente Grisham finirà negli scrittori da film (che comunque non amo) che nei libri non riescono a conquistarmi.
Fondamentali sono i primi capitoli dei libri, nei romanzi soprattutto sento la necessità di identificarmi (o anche di avere un minimo di empatia) con i personaggi, quindi se Grisham mi presenta tre giudizi sessantenni chiusi in carcere e un politico gay guerrafondaio come protagonisti, ecco che del loro destino mi interessa pochissimo. Suppongo che in realtà debba ancora arrivare al cuore del romanzo, questa è la mia speranza, non voglio rimanere appeso a questo libro per tutto il mese.
Ovviamente il mio accanimento contro Grisham è puramente un caso d'esempio, probabilmente dovrei leggermi i suoi romanzi migliori per poterlo giudicare.
Ma anche no.
Canzone del mese (5)
Dan Black ft. Kid Cudi
Symphonies
Yeah, I'm here,
Super duper dooder-cud,
All up in the mix like yeah, What!
I stay blazed like brodies,
Even if I never said it you should prolly know this by now.
Ta-Dow, what they go and make up,
Every time I read about stupid shit they make up,
If I ever saw them, black dynamite 'em,
Then they have a reason to say why they never like him.
The lights of a car go by in a stream
Seems like I stand pretty much unseen
But I open my eyes and beams
Come out
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see
Score adds up
Angels play
Let my loneliness gets blown away
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see
I lie down in the dust just under your eye
A scrap of paper, thin as vapor
Filling my clothes like smoke
A couple of the wires in my heart are broke
I throw, I miss, something, nothing
Dreams, schemes, moments wasted
Taste that tasted
Fate I'm fated
Re-edited again then copy, pasted
The lights of a car go by in a stream
Seems like I stand pretty much unseen
But I open my eyes and beams
Come out
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see
Score adds up
Angels play
Let my loneliness get blown away
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see
I live, I live, I live, I live for symphonies.
I know that there's some place just right for me.
I live, I live, I live, I live for symphonies.
Oooohh, I know that there's some place just right for me. Yeah.
I'm in it, aint no need to seek it.
I am content,
Dream like content.
So unconscious, just me and my conscious.
I'm runnin with the mobb things,
lookin to do odd things.
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see
Score adds up
Angels play
Let my lonliness get blown away
Gimme, gimme, symphonies
Gimme more than the life I see Gimme, gimme symphonies
Gimme more than the life I see